Da cosa dipende la scelta

Prima del materiale viene l’uso. Queste sono le domande da cui partiamo quando valutiamo un progetto.

  • Carichi e sforzi

    Quanto peso o quale forza deve sopportare il pezzo, e per quanto tempo.

  • Urti

    Se può cadere, ricevere colpi o lavorare a scatto.

  • Flessibilità

    Se deve restare rigido oppure piegarsi e tornare in forma.

  • Temperatura

    Se lavorerà vicino a fonti di calore, in auto o in ambienti caldi.

  • Interno o esterno

    Se resterà esposto a sole, pioggia e sbalzi di temperatura.

  • Precisione

    Se deve accoppiarsi con altri componenti o rispettare misure strette.

I materiali, uno per uno

Gli indicatori sono qualitativi e servono solo a confrontare i materiali tra loro: non sono valori misurati.

PLA

Acido polilattico

Il materiale più semplice da lavorare: ottimo per dare forma a un’idea e per oggetti che non devono sopportare sforzi o calore.

Tenacità e urti
limitata
Comportamento al calore
limitata
Sole e intemperie
limitata
Flessibilità
limitata

Punti di forza

  • Riproduce bene i dettagli e le superfici
  • Rigido e stabile nelle dimensioni, si deforma poco durante la stampa
  • Ampia scelta di colori e finiture

Impieghi tipici

  • Prototipi di forma e modelli da valutare
  • Oggetti decorativi e modellini
  • Dime, sagome e riscontri
  • Piccoli distanziali e supportini senza carichi importanti

Limiti

  • Si ammorbidisce e si deforma con il calore: un’auto al sole o la vicinanza a una fonte calda possono bastare
  • È piuttosto fragile: sotto urto o flessione tende a rompersi di netto
  • Sole e intemperie lo degradano nel tempo

Quando evitarlo. Evitalo per parti meccaniche sollecitate, per pezzi esposti al sole o al calore e per tutto ciò che deve restare all’esterno.

Nota. Il comportamento al calore cambia da una formulazione all’altra: per un uso specifico va controllata la scheda tecnica del filamento.

PETG

Polietilene tereftalato modificato con glicole

Un materiale versatile per componenti funzionali: un buon equilibrio tra tenacità, tenuta tra gli strati e facilità di lavorazione.

Tenacità e urti
intermedia
Comportamento al calore
intermedia
Sole e intemperie
intermedia
Flessibilità
limitata

Punti di forza

  • Più tenace del PLA: prima di rompersi tende a deformarsi
  • Buona adesione tra gli strati
  • Sopporta temperature più alte del PLA e tollera bene l’umidità ambientale
  • Si deforma poco durante la stampa, anche su pezzi di una certa dimensione

Impieghi tipici

  • Staffe, supporti e adattatori
  • Organizer, inserti e contenitori
  • Coperchi, protezioni e custodie
  • Componenti funzionali per uso interno e, in molti casi, esterno

Limiti

  • Meno adatto ai dettagli finissimi: può lasciare piccoli filamenti e sbavature da rifinire
  • È meno rigido del PLA: sotto carico costante un pezzo sottile può flettersi
  • Non è il materiale giusto vicino a fonti di calore intense
  • L’esposizione prolungata al sole può alterarlo nel tempo più di quanto accade con un materiale nato per l’esterno

Quando evitarlo. Valuta un’alternativa quando servono resistenza a temperature elevate, lunga esposizione al sole diretto o contatto con sostanze chimiche aggressive.

Nota. È il materiale usato attualmente da Lab3DItaly per i prodotti stampati in 3D, salvo diversa indicazione nella scheda del prodotto. Questo non equivale a una portata o a una resistenza garantita: quelle dipendono dal singolo pezzo.

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ABS

Acrilonitrile butadiene stirene

Un materiale tecnico tenace, che sopporta il calore meglio del PLA ma chiede un processo di stampa più controllato.

Tenacità e urti
elevata
Comportamento al calore
elevata
Sole e intemperie
limitata
Flessibilità
limitata

Punti di forza

  • Tenace e resistente agli urti
  • In molti casi si comporta meglio del PLA alle temperature più alte
  • Si lavora bene dopo la stampa: si può carteggiare, forare e incollare

Impieghi tipici

  • Involucri e scocche
  • Parti tecniche soggette a urti
  • Componenti che lavorano in ambienti più caldi

Limiti

  • Durante la stampa tende a ritirarsi e a deformarsi, soprattutto sui pezzi grandi
  • Richiede un ambiente di stampa caldo e stabile
  • Emette odori e fumi che vanno gestiti con una ventilazione adeguata
  • Senza protezione, il sole lo ingiallisce e lo rende più fragile

Quando evitarlo. Non è la scelta naturale per pezzi grandi e sottili né per l’esterno, dove di norma si preferisce l’ASA.

Nota. La fattibilità va valutata caso per caso: geometria e dimensioni del pezzo contano più che per altri materiali.

ASA

Acrilonitrile stirene acrilato

Simile all’ABS, ma pensato per l’esterno: resiste meglio ai raggi UV e agli agenti atmosferici.

Tenacità e urti
elevata
Comportamento al calore
elevata
Sole e intemperie
elevata
Flessibilità
limitata

Punti di forza

  • Buona resistenza ai raggi UV e alle intemperie
  • Tenace e resistente agli urti
  • Buon comportamento alle temperature più alte

Impieghi tipici

  • Componenti destinati a restare all’aperto
  • Supporti e coperture esposti al sole
  • Parti tecniche che lavorano al caldo

Limiti

  • Come l’ABS, tende a deformarsi durante la stampa e richiede un ambiente caldo e stabile
  • Emette fumi che richiedono una ventilazione adeguata
  • Assorbe un po’ di umidità e va conservato con cura

Quando evitarlo. È poco conveniente per oggetti da interno senza esigenze particolari, dove materiali più semplici danno lo stesso risultato.

Nota. La resistenza agli agenti atmosferici riguarda il materiale: la durata di un pezzo all’esterno dipende anche da forma, spessori e fissaggio.

TPU

Poliuretano termoplastico

Il filamento flessibile: per parti che devono piegarsi, ammortizzare o fare presa.

Tenacità e urti
elevata
Comportamento al calore
intermedia
Sole e intemperie
intermedia
Flessibilità
elevata

Punti di forza

  • Si flette e torna in forma
  • Assorbe urti e vibrazioni
  • Resiste bene all’usura e all’abrasione
  • Ottima adesione tra gli strati

Impieghi tipici

  • Piedini ed elementi antiscivolo
  • Protezioni, paracolpi e custodie morbide
  • Guarnizioni e distanziali non certificati
  • Parti che devono flettersi senza rompersi

Limiti

  • Stampa lenta e dettagli meno netti
  • Sbalzi e ponti riescono peggio che con i materiali rigidi
  • Assorbe umidità e va asciugato prima della lavorazione
  • Non adatto a parti che devono restare rigide e precise

Quando evitarlo. Evitalo dove servono rigidità e tolleranze strette, o dove una tenuta deve essere garantita.

Nota. Durezza e comportamento cambiano molto da una formulazione all’altra. Tenuta ai liquidi e compatibilità con oli o sostanze chimiche non si possono dare per scontate: vanno verificate sul caso specifico.

PA / Nylon

Poliammide

Un materiale tecnico tenace e resistente all’usura, per alcuni componenti che lavorano in movimento o sotto sforzo.

Tenacità e urti
elevata
Comportamento al calore
elevata
Sole e intemperie
intermedia
Flessibilità
intermedia

Punti di forza

  • Elevata tenacità
  • Buona resistenza all’usura e basso attrito
  • Buon comportamento alle temperature più alte

Impieghi tipici

  • Ingranaggi, boccole e guide
  • Cerniere e parti a scatto
  • Componenti tecnici soggetti a sfregamento

Limiti

  • Assorbe molta umidità: va asciugato e conservato con attenzione, e l’umidità assorbita ne cambia le caratteristiche e le dimensioni
  • Tende a deformarsi durante la stampa
  • Richiede temperature elevate e un processo più impegnativo

Quando evitarlo. Non è indicato dove servono dimensioni stabili in ambienti umidi, né per oggetti semplici che non ne sfruttano le qualità.

Nota. Esistono molte poliammidi diverse, con proprietà differenti: la scelta e la fattibilità richiedono una valutazione tecnica.

PC

Policarbonato

Un materiale tecnico per esigenze specifiche di resistenza meccanica e termica, tra i più impegnativi da lavorare.

Tenacità e urti
elevata
Comportamento al calore
elevata
Sole e intemperie
intermedia
Flessibilità
limitata

Punti di forza

  • Elevata resistenza meccanica e agli urti
  • Tra i filamenti comuni, uno di quelli che sopportano meglio il calore
  • Buona stabilità dimensionale del pezzo finito

Impieghi tipici

  • Componenti tecnici sottoposti a sforzi
  • Parti che lavorano a temperature più alte
  • Protezioni e coperture robuste

Limiti

  • Richiede temperature di lavorazione molto alte e un ambiente di stampa caldo
  • Tende a deformarsi e a fessurarsi se il processo non è ben controllato
  • Assorbe umidità e va asciugato con cura

Quando evitarlo. Non ha senso per oggetti decorativi o per supporti poco sollecitati: è una scelta da fare solo quando le sue caratteristiche servono davvero.

Nota. Non è un’opzione standard: va considerato solo dopo una valutazione tecnica dell’applicazione e della fattibilità.

Compositi con fibra

Filamenti caricati con fibra di carbonio o di vetro

Un materiale di base (ad esempio PETG o nylon) a cui sono aggiunte fibre corte per aumentarne rigidità e stabilità.

Tenacità e urti
intermedia
Comportamento al calore
elevata
Sole e intemperie
intermedia
Flessibilità
limitata

Punti di forza

  • Maggiore rigidità rispetto allo stesso materiale senza fibre
  • Migliore stabilità dimensionale e minore deformazione in stampa
  • Superficie opaca e uniforme

Impieghi tipici

  • Staffe e supporti che devono flettere poco
  • Attrezzature e dime rigide
  • Componenti tecnici dove conta la stabilità della forma

Limiti

  • Non sono “più resistenti in tutto”: spesso reggono peggio gli urti e la tenuta tra gli strati può diminuire
  • Le fibre sono abrasive e richiedono attrezzatura e parametri adeguati
  • Le caratteristiche dipendono moltissimo dal materiale di base

Quando evitarlo. Non servono per oggetti decorativi o parti poco sollecitate, e non sono adatti dove il pezzo deve assorbire urti.

Nota. Un pezzo stampato con fibre corte non equivale a un laminato in fibra di carbonio. Da valutare solo dopo un’analisi tecnica.

Confronta i filamenti

Scegli due materiali per vedere, fianco a fianco, i dati tecnici reperiti. I numeri sono quelli dichiarati da un produttore per un suo filamento specifico, misurati su provini: servono a confrontare i materiali tra loro, non a prevedere la resistenza di un pezzo.

Tabella tecnica completa

Dati tecnici dei materiali con unità di misura; i dati mancanti sono indicati
Proprietà PLA Bambu PLA Basic PETG Bambu PETG Basic ABS Bambu ABS ASA Bambu ASA TPU Bambu TPU 95A HF PA / Nylon nessun filamento di riferimento PC Bambu PC Compositi con fibra Bambu PA6-CF
Resistenza meccanica Resistenza a flessione (piano XY) MPa · Provini stampati dal produttore; norma di prova non indicata nella fonte 76 MPa 75 MPa 62 MPa 65 MPa dato non riportato dato non riportato 108 MPa 151 MPa
Resistenza meccanica Resilienza all’urto (piano XY) kJ/m² · Provini stampati dal produttore; norma di prova non indicata nella fonte 26,6 kJ/m² 34,2 kJ/m² 39,3 kJ/m² 41 kJ/m² 123,2 kJ/m² dato non riportato 34,8 kJ/m² 40,3 kJ/m²
Resistenza meccanica Resilienza all’urto tra gli strati (asse Z) kJ/m² · Provini stampati dal produttore; norma di prova non indicata nella fonte 13,8 kJ/m² 10,5 kJ/m² 7,4 kJ/m² 4,9 kJ/m² 86,3 kJ/m² dato non riportato 9 kJ/m² 15,5 kJ/m²
Resistenza al calore Temperatura di inflessione sotto carico (HDT, 0,45 MPa) °C · Carico di 0,45 MPa; norma di prova non indicata nella fonte 57 °C 71 °C 87 °C 100 °C dato non riportato dato non riportato 117 °C 186 °C
Flessibilità e rigidezza Modulo a flessione (piano XY) MPa · Provini stampati dal produttore; norma di prova non indicata nella fonte 2750 MPa 1950 MPa 1880 MPa 1920 MPa dato non riportato dato non riportato 2310 MPa 5460 MPa
Resistenza meccanicaResistenza a trazione (MPa) dato non riportato dato non riportato dato non riportato dato non riportato dato non riportato dato non riportato dato non riportato dato non riportato
Resistenza al caloreTemperatura di transizione vetrosa (Tg) dato non riportato dato non riportato dato non riportato dato non riportato dato non riportato dato non riportato dato non riportato dato non riportato
Resistenza al caloreTemperatura massima di utilizzo dato non riportato dato non riportato dato non riportato dato non riportato dato non riportato dato non riportato dato non riportato dato non riportato
Flessibilità e rigidezzaAllungamento a rottura (%) dato non riportato dato non riportato dato non riportato dato non riportato dato non riportato dato non riportato dato non riportato dato non riportato
Flessibilità e rigidezzaFlessibilità (indicazione qualitativa) Rigido e piuttosto fragile. Meno rigido del PLA: prima di rompersi tende a deformarsi. Tenace, moderatamente rigido. Tenace, moderatamente rigido. Flessibile: si piega e torna in forma. La durezza dipende dalla formulazione (qui 95A). Tenace; in spessori sottili resta flessibile. Assorbe umidità, che ne cambia il comportamento. Rigido e resistente. Molto rigido rispetto allo stesso materiale senza fibre.
Raggi UVResistenza ai raggi UV (indicazione qualitativa) Scarsa: sole e intemperie lo degradano. Fonte: Prusa, guida ai materiali Indicato come adatto all’interno e a molte condizioni esterne; non è un materiale specifico per l’esposizione al sole. Fonte: Prusa, guida ai materiali Inferiore a quella dell’ASA. Fonte: Prusa, guida ai materiali Elevata: è il materiale indicato per l’esterno. Fonte: Prusa, guida ai materiali Dato non riportato nelle fonti consultate. Dato non riportato nelle fonti consultate. Dato non riportato nelle fonti consultate. Dipende dal materiale di base.
Resistenza chimicaResistenza chimica (indicazione qualitativa, senza sostanze né condizioni di prova) Dato non riportato nelle fonti consultate. Indicato come resistente all’acqua; può essere attaccato da alcuni solventi. Nessuna sostanza o condizione di prova riportata. Fonte: Prusa, guida ai materiali Si scioglie in acetone. Nessun’altra sostanza o condizione di prova riportata. Fonte: Prusa, guida ai materiali Si scioglie in acetone. Nessun’altra sostanza o condizione di prova riportata. Fonte: Prusa, guida ai materiali Indicato in generale come resistente alle sostanze chimiche e all’usura. Nessuna sostanza o condizione di prova riportata. Fonte: Prusa, guida ai materiali Indicato in generale per resistenza chimica, meccanica e termica. Nessuna sostanza o condizione di prova riportata. Fonte: Prusa, guida ai materiali Dato non riportato nelle fonti consultate. Dipende dal materiale di base.

Come leggere questi dati

Fonte dei valori numerici: Bambu Lab, “Filament Guide”, tabella di confronto dei filamenti, consultata il 10 ottobre 2026. Ogni colonna riporta i valori di un filamento preciso, indicato sotto il nome del materiale: filamenti dello stesso tipo, di altri produttori o in altre formulazioni, possono avere valori diversi. La fonte non indica la norma di prova, perciò questi numeri non vanno confrontati con schede tecniche di altri produttori.

La fonte non riporta resistenza a trazione, allungamento a rottura, temperatura di transizione vetrosa né temperatura di utilizzo: in tabella compaiono come “dato non riportato” e non sono stati sostituiti con stime. Per i raggi UV e per la resistenza chimica nessuna fonte consultata riporta sostanze e condizioni di prova: le indicazioni sono qualitative e ne è citata la provenienza.

Per i compositi le proprietà dipendono dalla formulazione, dal tipo e dalla percentuale di fibra e dall’orientamento delle fibre nel pezzo. La presenza di un materiale in questa tabella non significa che sia utilizzato per la produzione ordinaria: la scelta viene fatta progetto per progetto.

TPU. Per un materiale flessibile le prove a flessione e la temperatura HDT non sono riportate dalla fonte: non significa che valgano zero.

PA / Nylon. La fonte usata per i valori numerici riporta solo poliammidi rinforzate con fibre (vedi “Compositi con fibra”): per il nylon non rinforzato la fonte non riporta dati confrontabili.

Compositi con fibra. I valori sono quelli di un solo composito (poliammide con fibra di carbonio) e non rappresentano la categoria. Le proprietà dipendono dalla formulazione, dal tipo e dalla percentuale di fibra e dall’orientamento delle fibre nel pezzo. Per confronto, lo stesso produttore riporta per un PETG con fibra di carbonio (Bambu PETG-CF): resistenza a flessione 70 MPa, modulo 2910 MPa, HDT 74 °C.

Confronto rapido

Confronto tra i materiali: punti di forza, impieghi tipici e limiti principali
Materiale Punti di forza Impieghi tipici Limiti principali
PLA Riproduce bene i dettagli e le superfici. Rigido e stabile nelle dimensioni, si deforma poco durante la stampa. Prototipi di forma e modelli da valutare. Oggetti decorativi e modellini. Si ammorbidisce e si deforma con il calore: un’auto al sole o la vicinanza a una fonte calda possono bastare. È piuttosto fragile: sotto urto o flessione tende a rompersi di netto.
PETG Più tenace del PLA: prima di rompersi tende a deformarsi. Buona adesione tra gli strati. Staffe, supporti e adattatori. Organizer, inserti e contenitori. Meno adatto ai dettagli finissimi: può lasciare piccoli filamenti e sbavature da rifinire. È meno rigido del PLA: sotto carico costante un pezzo sottile può flettersi.
ABS Tenace e resistente agli urti. In molti casi si comporta meglio del PLA alle temperature più alte. Involucri e scocche. Parti tecniche soggette a urti. Durante la stampa tende a ritirarsi e a deformarsi, soprattutto sui pezzi grandi. Richiede un ambiente di stampa caldo e stabile.
ASA Buona resistenza ai raggi UV e alle intemperie. Tenace e resistente agli urti. Componenti destinati a restare all’aperto. Supporti e coperture esposti al sole. Come l’ABS, tende a deformarsi durante la stampa e richiede un ambiente caldo e stabile. Emette fumi che richiedono una ventilazione adeguata.
TPU Si flette e torna in forma. Assorbe urti e vibrazioni. Piedini ed elementi antiscivolo. Protezioni, paracolpi e custodie morbide. Stampa lenta e dettagli meno netti. Sbalzi e ponti riescono peggio che con i materiali rigidi.
PA / Nylon Elevata tenacità. Buona resistenza all’usura e basso attrito. Ingranaggi, boccole e guide. Cerniere e parti a scatto. Assorbe molta umidità: va asciugato e conservato con attenzione, e l’umidità assorbita ne cambia le caratteristiche e le dimensioni. Tende a deformarsi durante la stampa.
PC Elevata resistenza meccanica e agli urti. Tra i filamenti comuni, uno di quelli che sopportano meglio il calore. Componenti tecnici sottoposti a sforzi. Parti che lavorano a temperature più alte. Richiede temperature di lavorazione molto alte e un ambiente di stampa caldo. Tende a deformarsi e a fessurarsi se il processo non è ben controllato.
Compositi con fibra Maggiore rigidità rispetto allo stesso materiale senza fibre. Migliore stabilità dimensionale e minore deformazione in stampa. Staffe e supporti che devono flettere poco. Attrezzature e dime rigide. Non sono “più resistenti in tutto”: spesso reggono peggio gli urti e la tenuta tra gli strati può diminuire. Le fibre sono abrasive e richiedono attrezzatura e parametri adeguati.

Il materiale da solo non basta

Le prestazioni di un pezzo stampato in 3D dipendono anche dalla geometria, dall’orientamento di stampa, dagli spessori, dal riempimento, dall’adesione tra gli strati, dalla qualità e dalla formulazione del filamento e dalle condizioni in cui il pezzo viene usato. La scelta del materiale, da sola, non garantisce una portata o una resistenza specifica.

Le caratteristiche descritte in questa pagina sono generali e possono variare tra produttori e formulazioni. Nessun materiale è qui presentato come certificato o idoneo al contatto con alimenti o acqua potabile, all’uso medicale, elettrico o antincendio: queste idoneità richiedono una documentazione specifica per il filamento e per il pezzo finito.

Non sai quale scegliere?

Non serve arrivare con la risposta: raccontaci a cosa serve il pezzo, dove verrà usato e quali sollecitazioni dovrà sopportare. Valutiamo noi il materiale più adatto e ti diciamo con franchezza se e come si può realizzare.

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